Poesie per l'Afghanistan
Clarissa Costanzo è un’artista a due voci, capace di far dialogare linguaggi espressivi diversi e complementari. Alla naturale vocazione musicale, che costituisce il fulcro della sua ricerca creativa, affianca da tempo una profonda passione per la scrittura.
La sua produzione lirica ha trovato spazio in importanti progetti editoriali a sfondo sociale e corale: sue poesie sono state infatti pubblicate all’interno del volume Cuori a Kabul, edito da Graphe.it Edizioni. L'antologia, curata da Pietro Fratta con introduzione di Susanna Camusso, accoglie i componimenti di Costanzo insieme a quelli di altre notevoli voci poetiche del panorama italiano contemporaneo, testimoniando la versatilità di un'artista che sa tradurre la musicalità del mondo sia in note sia in versi.
Pochi italiani ormai conservano ricordi diretti di cosa significhi davvero la guerra, l’oppressione, la disperazione che ne consegue; ma l’idea risuona in noi con un’eco ugualmente minacciosa, perché è cosa anche della nostra storia, e di quella dell’umanità intera. C’è chi si pacifica pensando: «Per fortuna l’Afghanistan è lontano»; in molti invece sorge immediata la più urgente delle domande: che cosa possiamo fare?
Se le parole, come si dice, sono cose, allora una cosa che possiamo fare è parlare. In versi, nello specifico: ai toni monocromi della guerra si possono opporre le sfumature della poesia, un mezzo universale che permette di allargare lo sguardo e la gamma delle percezioni, e aiuta a comprendere, condividere, esprimerci come umani fra umani.
Ciò che passa di bocca in bocca sarà dunque la voce tremante di un canto poetico che nelle sillabe più dolenti celebra la speranza, la pace e la fiducia nel futuro. E ha un nome: Ghazal. Così è stata chiamata la prima bambina nata in Italia dopo la fuga della madre da Kabul; nella nostra lingua significa “poesia”.
*Il ricavato delle vendite del libro sarà destinato a EMERGENCY, che è presente in Afghanistan dal 1999 e ha curato più di sette milioni di persone nei suoi ospedali a Kabul, Lashkar-gah e Anabah.